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Rolando Toro: quinto anniversario della scomparsa

In memoria del quinto anniversario della scomparsa di Rolando Toro ideatore della Biodanza pubblichiamo questo articolo scritto dalla moglie Eliane Matuk

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Sulle origini della Biodanza

di Eliane Matuk, in memoria di Rolando Toro Araneda, nel quinto anniversario della sua scomparsa

«La Biodanza all’inizio è comparsa con discrezione nella mia vita. Lentamente ha preso forza, risvegliando l’interesse delle persone, suscitando cambiamenti sorprendenti in alcuni dei partecipanti, e soprattutto creando un sentimento di rinascita e speranza nella vita.» 1

«Ho cercato una forma differente di vivere, una nuova prospettiva per la nostra traiettoria esistenziale. Penso che la nostra più profonda necessità sia quella di vivere in un mondo senza violenza, dove la condizione umana possa recuperare il suo significato essenziale.» 2

«Per vivere meglio abbiamo bisogno di un sentimento di intimità, di unione piacevole e di grazia stimolante. In queste necessità naturali ho riposto gli obiettivi della Biodanza.» 3

Le origini della Biodanza affondano le radici negli anni della gioventù di Rolando Toro Araneda, nella sua sperimentazione presso la “Escuela Granja de Pocuro” (Scuola Rurale di Pocuro), paesino ai piedi della cordigliera delle Ande, nell’applicazione dell’arte come metodo pedagogico per stimolare il processo di apprendimento4. I risultati di questa indagine lo hanno portato a proporre, nel 1955, un modello educazionale che allora aveva chiamato “Scuola Universo”. Era un metodo educativo che aveva come riferimento di base “la vita”5. Da questa esperienza nasceva la sua idea di una Educazione Biocentrica, in cui la scuola era considerata come un mondo a sé e a sua volta inserita nell’esperienza quotidiana dell’ambiente in cui si trovava.

Grazie alle sue visioni innovatrici sull’educazione Rolando Toro è stato invitato a creare un Laboratorio di Psicologia presso la Scuola di Educazione dell’Università di Concepción, Cile. In questo periodo ha iniziato a orientare le sue indagini verso lo studio dell’integrazione umana, le influenze degli stati d’animo sull’organismo, l’unità mente-corpo: «mente e corpo sono due nomi di una stessa realtà»6. Nel 1956 ha prodotto due pubblicazioni scientifiche: “Introduzione alla Psicologia Medica” e “Sintesi della Psicologia Attuale”. Nel 1959 ha sviluppato ulteriormente questi argomenti presso la Scuola Estiva dell’Università del Cile7.

Prima ancora le radici della Biodanza hanno trovato terreno fertile nel periodo in cui Rolando Toro frequentava la Facoltà di Medicina dell’Università di Concepción, sua città natale. Dopo i primi tre anni ha abbandonato questo corso e si è dedicato all’insegnamento primario per diversi anni, frequentando in seguito gli studi di psicologia presso l’Università del Cile.

Alla Facoltà di Medicina era stato allievo del grande psichiatra austriaco Alfred Prinz Auersperg8 che, arrivato in Cile nel secondo dopoguerra, insegnava fisiologia all’Università di Concepción, dove ha creato anche la prima cattedra di psichiatria.

Rolando Toro mi ha spesso raccontato che Alfred von Auersperg era stato il professore che più aveva influenzato il suo pensiero. Aveva proposto il concetto di “genesi attuale”, a cui Rolando si era ispirato per ridefinire quello di vivencia proposto da Wilhelm Dilthey.9

«La base concettuale della Biodanza proviene da una meditazione sulla vita, dal desiderio di rinascere dai nostri gesti spezzati, dalla nostra vuota e sterile struttura di repressione; essa proviene con certezza dalla nostalgia d’amore.» 10

Nato nel 1924, Rolando Toro aveva quindici anni allo scoppiare della Seconda Guerra Mondiale. Ha vissuto la sua gioventù nel clima del dopoguerra e della Guerra Fredda. “Se la guerra fu dannosa perché si persero amici e familiari, il dopoguerra fu peggio a causa della fame e la povertà, e della mancanza di libertà”, scrive lo storico cileno Pedro Milos Hurtado 11.

«Si agitavano in me esperienze paradossali con caratteristiche a volte meravigliose, altre terrificanti. La Seconda Guerra Mondiale aveva mostrato che l’uomo può raggiungere livelli di perversità inconcepibili; l’olocausto di milioni di persone sotto il regime nazista, le bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki rivelavano fino a che punto poteva arrivare la degradazione del genere umano.» 12

Con la dichiarazione dei diritti umani realizzata appena finita la Seconda Guerra, si prospettava una era di pace e di solidarietà umana”, scrive lo storico cileno Mario Barros, ma si è manifestato invece “un dramma di odio e di diffidenza come poche volte lo ha conosciuto l’umanità. La generazione del secondo dopoguerra aprì gli occhi allo splendore infausto di Hiroshima e Nagasaki e a un numero opprimente di avvenimenti internazionali, molti dei quali erano violenti conflitti armati13.”

«D’altra parte, avevo vissuto esperienze d’amore e di estasi, in una dimensione misteriosa e insieme meravigliosa del mondo. Avevo avuto figli, ero entrato in contatto con i primi gruppi che si occupavano di ecologia». 14

Nonostante fosse dilaniato dal clima traumatico che contrassegnava quei tempi, Rolando era sensibile anche a ciò che c’era di buono nel mondo ed era innamorato della bellezza della vita. Infatti ha scritto: «Fu da questo insieme di esperienze e sensazioni che sorse il desiderio di formare piccoli gruppi per danzare, cantare e incontrarsi con la musica. La Biodanza era così e continua a essere un modo di convivenza con la bellezza.» 15

Ha approfondito la ricerca sui processi di integrazione e sulle dissociazioni attraverso sessioni di psicoterapia con pazienti dell’ospedale psichiatrico della Scuola di Medicina, in cui proponeva loro di disegnare o dipingere. Durante dieci anni ha raccolto e collezionato i loro lavori16 e nel 1962 ha allestito, assieme al pittore Ludwig Zeller, una mostra di queste opere per l’inaugurazione del Centro Studi di Antropologia Medica dell’Università del Cile. Erano più di cinquanta quadrirealizzati dai suoi pazienti. La mostra includeva anche quadri di dodici artisti tra cui Salvador Dalì e Ludwig Zeller, nonché alcuni quadri di bambini sia sani sia considerati disadattati17.

Assieme all’Educazione Biocentrica, lo studio dell’integrazione umana è divenuto l’oggetto centrale delle indagini ed esperienze di Rolando Toro che hanno dato origine al Sistema Biodanza. Nel 1965, nell’ambito delle sue attività presso il Centro Studi di Antropologia Medica (CEAM) dell’Università del Cile, diretto da Francisco Hoffman, Rolando Toro ha realizzato esperienze di danza con i pazienti internati nell’ospedale psichiatrico. Questa nuova sperimentazione gli ha permesso di strutturare un modello teorico, il che gli rendeva possibile «operare all’interno di una vasta gamma di risposte organiche e di comportamenti nuovi18». In questo modo ha iniziato a elaborare il modello teorico di Biodanza.

Nel potere stimolare diversi tipi di vivencia nei suoi pazienti, si rendeva evidente per Rolando la sensibilità dell’essere umano in relazione con la musica e con il movimento, e le enormi possibilità che questi strumenti potevano offrire nel processo di integrazione dell’identità. Dopo il successo ottenuto con queste indagini, ha esteso progressivamente il modello operativo applicandolo a pazienti con diversi quadri clinici e anche a persone senza patologie.

Parallelamente, nel 1966, Rolando è stato nominato professore di Psicologia del Arte e Psicologia dell’Espressione presso l’Istituto di Estetica della Pontificia Università Cattolica del Cile”19, dove ha realizzato laboratori con i suoi studenti fino all’anno 1973.

«È importante sottolineare che questo modello dà origine a una metodologia biocentrica che può essere applicata all’educazione, alla psicoterapia e, in generale, alle diverse scienze umane.» 20

Il modello teorico della Biodanza si basa sul Principio Biocentrico, paradigma filosofico formulato da Rolando Toro.

Alla fine degli anni ’60, la prassi scientifica in congiunzione con lo sguardo poetico di Rolando, hanno dato vita a un rivoluzionario sistema di integrazione umana mediante danze e musiche, a cui il suo creatore chiamerà, nella sua fase iniziale, Psicodanza.”21

Sul nome del sistema il suo creatore affermava: «Era nata una disciplina dalle caratteristiche inedite per la quale non esisteva il termine appropriato. Avevo impiegato in un primo momento il concetto di Psicodanza, ma quest’ultimo aveva il grave difetto di comportare una scissione. Il prefisso ’psico’ deriva infatti dal greco psyché, che significa anima, quindi la Psicodanza sarebbe la ‘danza dell’anima’. Il termine conteneva implicitamente la scissione platonica.

Occorreva ristabilire il concetto originale di danza nella sua più vasta accezione: come movimento di vita che non poteva tuttavia essere assimilato al balletto né a un’altra forma di danza strutturata, come pure non potrebbe essere assimilato a una forma particolare di psicoterapia.» 22

A partire da questa riflessione, nel 1976 Rolando Toro ha deciso di chiamare Biodanza il metodo che aveva creato. «Il prefisso ‘bio’ deriva dal greco bios , che significa ‘vita’. Il senso primordiale della parola danza’ è ‘movimento naturale’, connesso all’emozione e pieno di significati. La metafora era formulata ‘Biodanza, la danza della vita’.» 23.

La gestazione del Sistema Biodanza è durata a lungo. Dalle sperimentazioni che hanno dato origine a un modello educativo incentrato sulla vita fino alla formulazione del Principio Biocentrico, dagli studi sulla “genesi attuale” alla ridefinizione del concetto di vivencia, dalle indagini sulle dissociazioni a un sistema di integrazione umana, Rolando Toro ha strutturato, a poco a poco, questo «insieme di arte, scienza e amore»24 che oggi conosciamo come Sistema Biodanza. Ulteriormente ha proseguito le sperimentazioni a scopo di collaudare il sistema creato, che si è andato consolidando attraverso il suo instancabile lavoro e dedizione, senza risparmiarsi notti insonni, viaggi continuativi e ignorando l’avanzare dell’età. Nell’approfondire ulteriormente le sue indagini egli ha enfatizzato l’importanza e la necessità dell’integrazione fra l’intelligenza e l’affettività.

Nel 2007, tre anni prima della sua scomparsa, ha scritto del Principio Biocentrico nella prefazione alla nuova edizione italiana del suo libro Biodanza: «Un principio guida che può essere paradigma delle scienze umane soprattutto per l’educazione, come proposta di integrazione dell’intelligenza con l’affettività.» 25

1 Rolando Toro, Biodanza, Red – edizioni, Milano, 2007, p.15.
2 Rolando Toro,
op. cit., prefazione nuova edizione p.5.
3 Rolando Toro,
op. cit., p.22.
4 Rodrigo Toro,
Rolando Toro – Orígenes de Biodanza – Estudio y Recopilación, Ediciones Corriente Alterna, Santiago de Chile, 2012.
5 Rolando Toro,
op. cit., p.5.
6 Rolando Toro,
La vida de cada persona es un acto de creación, articolo pubblicato nel giornale El Sur, Concepción,1959 in Rodrigo Toro, op.cit., p.43.
7 Rodrigo Toro,
op. cit., p.39.
8 Alfred Prinz Auersperg,
Schmerz und Schmerzhaftigkeit, Springer-Verlag, Berlin . Gottingen . Heidelberg, 1963.
9 Wilhelm Dilthey in Rolando Toro,
op. cit., p.25.
10 Rolando Toro,
op. cit., p.21.
11 P. Milos Hurtado,
Historia y Ciencias Sociales – Texto para el estudiante (segunda edición), Santiago, 2009, p.65.
12 Rolando Toro,
op. cit., p.15.
13 Mario Barros,
Historia Diplomática de Chile 1541-1938 segunda edición revisada y actualizada, Editorial AndrésBello, Santiago, 1970.
14 Rolando Toro,
op. cit., p.15.
15 Rolando Toro,
op. cit., p.16.
16 Viviana Toro, Video – Raccolta fotografica di parte delle opere della collezione, Scuolatoro, Milano, 2011.
17 Diario de La Nación 19 luglio 1962 in Rodrigo Toro,
op. cit., p.45.
18 Rolando Toro,
op. cit., p.16.
19 Rodrigo Toro,
op. cit., p.40.
20 Rolando Toro,
op. cit., p.70.
21 Rodrigo Toro,
op. cit., p.40.
22 Rolando Toro,
op.cit. pp.33-34
23 Rolando Toro,
op. cit., p. 33.
24 Rolando Toro,
op. cit., p.15.
25 Rolando Toro,
op. cit., p.5.

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04 Mar, 2015

Maestri

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